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Consiglio di Amministrazione
Standard Ethics Europe
La struttura di governance di Standard Ethics Europe comprende un organo direttivo e uffici operativi. Il Consiglio di Amministrazione guida lo sviluppo e la realizzazione delle strategie aziendali. Non è coinvolto nell'assegnazione dei rating. È composto da 5 membri, in parità di genere e diversità professionale, con elevate competenze, nominati per un mandato di due anni, in scadenza con l’approvazione del bilancio annuale 2027.
Jacopo Schettini Gherardini, Italiano
Presidente e Amministratore Delegato
Non-indipendente, non-esecutivo
La qualifica di non-indipendenza deriva anche dal ruolo di Amministratore sia in Standard Ethics Ltd, e sia nell'Agenzia.

Laureato in Scienze Politiche, Studi Strategici (MSc), Dottorato in Finanza Aziendale presso la Scuola di Dottorato in Finanza dell'Università di Trieste. Ha iniziato la sua carriera professionale lavorando per HSBC a Londra (1992), occupandosi di tutti i principali mercati dei derivati: LIFFE (Regno Unito); CBOT (Stati Uniti); MATIF (Francia); DTB (Germania); CME (USA). Ha lavorato anche per altre banche (come la IMI Bank di Londra, di proprietà del Ministero delle Finanze italiano) prima di entrare in AEI nel 2001 come CEO. Successivamente, ha iniziato a concentrarsi intensamente su tematiche quali la governance aziendale, la responsabilità sociale d’impresa e lo sviluppo sostenibile. È diventato Direttore Esecutivo di Standard Ethics AEI GEIE (Bruxelles) nel 2004. Head of Research Office e AD di Standard Ethics dal 2013 al 2026.
Orla Ralph, Irlandese
Amministratore
Non-indipendente, non-esecutivo
La qualifica di non-indipendenza deriva dal ruolo di Amministratore sia in Standard Ethics Ltd, e sia nell'Agenzia.

Dirigente senior nel settore dei servizi finanziari con oltre 30 anni di esperienza in Italia nella gestione di numerose start-up nel campo dell’assicurazione e della riassicurazione, tra cui Swiss Re, Aegon, Nationwide Global, Assurant Solutions, oltre ad aver lavorato per Visa e il Gruppo Edison (precedentemente Homeserve/Assistenza Casa). Attualmente è amministratrice di Kube Partners, una società di consulenza internazionale che progetta e sviluppa soluzioni tecnologiche innovative (antifrode, dynamic pricing) per compagnie assicurative, broker e banche. Negli ultimi 10 anni ha ricoperto il ruolo di consulente per Enterprise Ireland, l’agenzia governativa responsabile dello sviluppo e della crescita delle imprese irlandesi nei mercati mondiali. Nel 2024 è diventata membro fondatore dell'Irish Business Network Italy (IBNI), la cui missione è quella di costruire una comunità professionale per promuovere e rafforzare la cooperazione economica e le sinergie tra le imprese di entrambi i paesi. È sposata con un accademico italiano.
Gabriele Capolino, Italiano
Amministratore
Non-indipendente, non-esecutivo
La qualifica di non-indipendenza deriva dal ruolo di amministratore in società del Gruppo Class Editori, tra cui Global Finance Rating Services Srl - come amministarore senza deleghe - la quale è tra i vari azionisti di Standard Ethics Ltd.

Gabriele è laureato in Economia ed è dottore commercialista e revisore contabile. È entrato a far parte della redazione di Milano Finanza, il quotidiano economico e finanziario, nel 1986, assumendo la carica di caporedattore e vicedirettore nel settembre 1999. È membro del Consiglio di Amministrazione di Class Editori Spa, la holding di Milano Finanza, società quotata in borsa dal 1998, e dei consigli di amministrazione di altre controllate del Gruppo, tra cui la rivista mensile americana Global Finance, le emittenti televisive via satellite Class-CNBC ed E-Class, fornitore di dati e informazioni commerciali a banche e altri istituti finanziari. È stato presidente ed è attualmente membro del comitato esecutivo dell’European Business Press, l’associazione degli editori di quotidiani economici e finanziari europei, che comprende 52 quotidiani, siti web e riviste di 27 paesi diversi.
Mavie Cardi, Italiana
Amministratore
Indipendente, non-esecutivo

Laureata in Economia e direzione delle imprese presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma, dove ha successivamente conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Diritto degli affari. Nel 2024 ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale come Professore Ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari. Dal 2019 è Professore Associato della stessa materia, presso l’Università degli Studi Link di Roma. Autrice di studi monografici e articoli su riviste scientifiche in materia di istituzioni finanziarie pubbliche e private, regolamentazione e gestione delle crisi bancarie, supervisione bancaria europea, finanza sostenibile.
Massimo Mariani, Italiano
Consigliere indipendente (Compliance)
Indipendente, non-esecutivo

Professore Ordinario di Finanza Aziendale (ECON-09/A) dal 2019 presso l'Università LUM “Giuseppe Degennaro” di Casamassima (Bari). Responsabile dei corsi di Sustainable Finance, Advanced Corporate Finance and Global Sustainability e Green Finance nel dottorato internazionale "Economics and Management of Sustainability and Innovation".
Autore di numerosi lavori scientifici su temi di sostenibilità e gestione dei rischi climatici, pubblicati su riviste internazionali quali Business Strategy and the Environment, Corporate Social Responsibility and Environmental Management e Journal of Environmental Management. I principali temi di ricerca sono concentrati sull'impatto delle emissioni di gas serra sul costo del capitale, sui green bond e sull'integrazione ESG nelle strategie aziendali. Vincitore del premio Best Paper alla Social Impact Investments International Conference di Roma per la realizzazione di una ricerca scientifica con altri coautori sul costo del debito in relazione alle emissioni GHG delle grandi imprese europee. Autore nel 2012 della monografia “Finanza Ambientale”, edita da EGEA – uno dei primi lavori scientifici pubblicati in Italia sul tema dell'adozione di parametri ambientali nelle scelte finanziarie di aziende e investitori. Reviewer per journal scientifici di rilevanza internazionale su temi di sostenibilità, fra cui, a titolo d’esempio, Journal of Business Ethics; Energy Economics; Journal of Environmental Management; Corporate Social Responsibility and Environmental Management.
Struttura organizzativa e processo di rating in Standard Ethics Europe
Lo staff di Standard Ethics Europe all’interno del Flower Pattern (sotto) è composto da 12 persone, distribuite tra le funzioni analitiche — SOL Office e UNSOL Office, dedicati rispettivamente ai Standard Ethics Rating (SER) sollecitati e non sollecitati — le funzioni di comunicazione e di relazione con le entità valutate (COMM Office e Relation Officer). Non partecipano al processo di rating le altre funzioni in outsourcing e non integrate: quelle amministrative, supporto IT o regolamentare/legale. Neppure il CdA.

Ogni componente dello staff integrato nel Flower Pattern è soggetto a policy interne di gestione dei conflitti di interesse, a dichiarazioni periodiche di indipendenza e a un sistema di verifica delle proprie posizioni (Security Clearance). Così il Cda, e in misura diversa, le funzioni in outsourcing.
Standard Ethics Europe organizza il proprio processo industriale secondo un modello di segregazione funzionale, denominato Flower Pattern: ogni funzione operativa agisce in autonomia, separata dalle altre da rigorose barriere informative (Chinese Wall), e collegata a un centro di coordinamento senza canali di comunicazione diretta tra le funzioni stesse. Questa architettura è pensata per garantire che la componente commerciale, quella analitica e quella di comunicazione non interferiscano tra loro in alcuna fase del processo.
Due percorsi distinti: Standard Ethics Rating (SER) sollecitati e non sollecitati
Lo Standard Ethics Rating (SER) può avere origine in due modi. Nel caso dei SER sollecitati, è l'entità stessa a richiedere formalmente la valutazione, sottoscrivendo un accordo che ne definisce i termini. Nel caso dei SER non sollecitati (senza alcuna iniziativa richiesta all'entità), è l'Agenzia a individuare autonomamente le entità da valutare in relazione ai Cluster pubblici che monitoria per ragioni statistiche e di conoscenza del mercato (si rimanda alla sezione dedicata).
La metodologia applicata è la medesima nei due casi, ed è in entrambi guidata da un analista incaricato (analyst-driven): non vi è alcuna differenza nei criteri di analisi o nel rigore del processo. La differenza tra le due tipologie riguarda piuttosto la documentazione restituita all'entità valutata: per gli SER sollecitati, l'Agenzia produce le Linee Guida, un'analisi di dettaglio condivisa nel corso del processo, e successivamente il Final Report, documento di accompagnamento al rating; per gli SER non sollecitati, fondati esclusivamente su fonti pubbliche, questi documenti non sono previsti e l’analista utilizza i dati solo per la valutazione.
La raccolta dei dati
Per i rating sollecitati, la raccolta avviene attraverso un percorso strutturato che prevede un incontro iniziale con i referenti dell'entità e una fase dedicata di acquisizione delle informazioni. Per i rating non sollecitati, l'Agenzia si basa esclusivamente su fonti pubbliche: bilanci, report di sostenibilità, comunicati istituzionali, provvedimenti di autorità regolatorie e giurisdizionali. In entrambi i casi, le fonti utilizzate sono sempre pubbliche o pubblicabili: l'Agenzia non si avvale di dati riservati o fonti non istituzionali, quali organizzazioni non governative, associazioni di categoria o media generalisti. Inoltre, non acquista dati da terze parti per effettuare le valutazioni, né vede a terzi i propri.
La metodologia di analisi
L'analisi si articola in due fasi sequenziali. Una prima fase valuta l'adozione, da parte dell'entità, di politiche, obiettivi e certificazioni in ambito ambientale e sociale, restituendo due valori autonomi per E e S. Questi valori concorrono, in un passaggio specifico della metodologia, alla seconda fase: il calcolo dell'Aggregato di Governance della Sostenibilità (G), che integra cinque ambiti di analisi — concorrenza, equità verso gli azionisti, peso del mercato, indipendenza degli organi di governo e coerenza complessiva con le strategie internazionali di sostenibilità — attraverso l'Algoritmo Proprietario dell'Agenzia. Il risultato di questo calcolo costituisce la base del giudizio finale.
Ogni dato raccolto è documentato con la relativa fonte e, ove possibile, verificato su più riferimenti indipendenti. La proposta di rating elaborata dall'analista è discussa in delle sedi prestabilite. In un caso il Comitato di Rating (Internal Rating Committee — IRC). Il comitato è un Joint Operational Office Meeting. È responsabile dell'approvazione finale dei rating nella Procedura Ordinaria. Composto dall'Head of Operations (che lo presiede), vi partecipa anche l’Head of SOL Office, l’Head of UNSOL Office e Deputy Head of SOL Office (membro aggiunto permanente i sostituzione nei casi di incompatibilità). In alternativa alla Procedura Ordinaria, le proposte di rating sono discusse in sede di Clearing Room, un momento di confronto operativo tra l'analista incaricato l'Head of Operations ed i colleghi. Anche la Clearing Room è un Joint Operational Office Meeting che riunisce le diverse funzioni coinvolte nel processo.
In tutte e due le sedi si verifica la coerenza e la completezza dell'analisi e si approva il giudizio finale, e l’eventuale Override rispetto al risultato algoritmico. Sono presenti numerosi presidi a livello di policy e di procedure per assicurare l’indipendenza del giudizio e dei ruoli.
Il dialogo con l'entità valutata
Prima della pubblicazione, l'entità valutata ha sempre la possibilità di un confronto con l'analista incaricato, finalizzato alla verifica della correttezza fattuale dei dati raccolti — non alla discussione del giudizio, che resta in ogni caso di esclusiva competenza dell'Agenzia e non è negoziabile, né per i rating sollecitati né per quelli non sollecitati. Per i rating sollecitati, come già indicato, l'entità riceve inoltre il Final Report, che può scegliere di pubblicare autonomamente, restando fermo che il contenuto valutativo non può essere modificato.
L'esito del Standard Ethics Rating (SER)
Il giudizio finale è espresso su una scala a nove livelli, accompagnato da un'indicazione di tendenza (Outlook). La valutazione considera anche, dove rilevante, gli eventi di particolare gravità occorsi nei cinque anni precedenti la data del rating, sempre nel rispetto dei principi di coerenza e gradualità che guidano ogni variazione del giudizio.
Tempi e aggiornamento
I tempi tipici del processo variano in funzione della tipologia di rating e della dimensione dell'entità, e sono indicativamente una/due settimane (per le analisi di base solicited/unsolicited) e uno/due mesi per i Corporate SER sollecitati in relazione alla scrittura della documentazione. I Corporate SER sollecitati hanno validità annuale e sono sottoposti a un processo di rinnovo; i rating non sollecitati restano validi fino a successiva revisione. L'Agenzia monitora costantemente le entità valutate, per individuare eventuali eventi rilevanti che possano richiedere un aggiornamento del giudizio. Un calendario bimensile pubblico elenca, in anticipo, i rating in revisione già programmata.
Reclami e ricorsi
Le entità valutate possono segnalare in ogni momento eventuali inesattezze fattuali nei dati utilizzati e, se ritengono di non condividere l'esito del rating, presentare un ricorso formale, esaminato da un organismo distinto da quello che ha adottato la decisione originaria.
Funzione di compliance
In conformità all'Art. 15 del Regolamento (UE) 2024/3005, l'Agenzia istituisce una funzione di compliance permanente e indipendente. Nel regime temporaneo in essere dal 2 luglio 2026, e fino al 2 luglio 2029, tale funzione è esercitabile dal Consigliere indipendente Massimo Mariani, in attesa di una risorsa dedicata. Per una descrizione del ruolo e delle responsabilità della funzione di compliance, si rimanda alla pagina "Policy e procedure". L’Agenzia ha messo a punto un piano di transazione che prevede l’inserimento di un compliance officer a partire dal ventiquattresimo mese del regime temporaneo, per un inserimento graduale nella struttura societaria.
